5 MODI PER SEDARE I LITIGI TRA FRATELLI

5 modi per sedare litigi tra fratelli

Immaginate due sorelle che giocano felici, vi godete questi attimi di felicità fino a quando le urla lei litigi tra fratelli vi destano dall’immagine quasi onirica della pace e armonia regnante tra i bambini. La prima cosa che mi viene in mente in quei momenti è quella di sedare il più velocemente possibile le urla e ristabilire l’ordine e la tranquillità.

Nell’articolo in cui parlo dei giochi che catturano l’attenzione ho specificato che i travestimenti sono un gioco che impegna e diverte molto le nostre principesse ma sono anche uno dei giochi che maggiormente scatena i litigi.

Altri momenti topici per i litigi delle nostre ragazze si verificano quando giocano sul divano di casa (uno degli arredi preferiti di casa in questa loro fase di crescita).

Le tipiche frasi che accompagnano il litigio sono: “adesso tocca a me”; “non è giusto, io non gioco mai”; “ma ce l’avevo prima io…”; “ma perché lei vuole sempre le cose mie”; “ma stavo giocando io qui e lei non deve stare qui”…….

Quando osservo queste scene rimango sempre un po’ perplesso e mi chiedo se c’è rivalità tra sorelle, che tipo di rivalità (vera? genuina? normale?), e cosa posso fare io, cosa possiamo fare noi genitori per migliorare la situazione, ridurre le situazioni di litigio, insegnare ad affrontare i contrasti e cambiare modo di gestire la situazione.

Quando devo intervenire per calmare un litigio e devo decidere come calmare la situazione, cosa fare del giocattolo per il quale stanno litigando, ho mille pensieri che mi passano per la testa e ovviamente mi chiedo se sto facendo la cosa corretta

, se sto gestendo nel modo giusto la litigata, soprattutto perché sono convinto che dovrebbero imparare a gestire da sole la situazione. I bambini hanno grandi capacità autoregolative ed hanno le competenze per affrontare da soli le proprie difficoltà. Il confronto e lo scontro sono momenti di crescita per i bambini e quindi il mio primo suggerimento è non fare nulla e

“lasciare che se la sbrighino”

. Quando non posso seguire questa via maestra o vengo chiamato in causa…

Ecco alcune delle soluzioni che cerco di applicare (non sono in ordine di importanza):

  1. Condividere

    In realtà questa soluzione a casa nostra viene applicata più come un metodo “preventivo”. Quando le bambine iniziano a giocare ad un gioco assieme (funziona di più quando è un gioco unico in cui non sono disponibili pezzi/parti per ognuna di loro) sono solito fare una “premessa” raccomandando l’importanza di condividere e giocare assieme. All’inizio è stato difficile ma adesso che questo metodo è abbastanza frequente devo dire che la raccomandazione preventiva ha ridotto i litigi.

  2. Temporizzare

    Spesso quando entrambe le bambine vogliono lo stesso giocattolo nello stesso momento e nessuna delle due è disponibile a “cedere” con alternative scandisco il tempo: decidiamo un tempo ragionevole di gioco e poi si stabiliscono i turni di gioco (soluzione tipica dell’ingegnere ….!!!!)

  3. Motivare

    Quando mio malgrado mi trovo costretto ad intervenire; prima di offrire una mia soluzione, sempre (anche quando applico tutti gli altri metodi di cui sto scrivendo) motivo la mia scelta: perché decido di dare un gioco prima ad una piuttosto che all’altra; perché decido di “sequestrare” il giocattolo quando loro autonomamente non raggiungono nessun accordo; ecc…. Lo scopo è quello di dare un esempio di comunicazione chiara e pacata più che sedare la lite.
    Spiegare le mie motivazioni nella maggior parte dei casi non fa passare l’arrabbiatura in maniera istantanea all’una o all’altra oppure ad entrambe ma ho notato che dopo il periodo di “decantazione” sono più tranquille e nella maggior parte dei casi quando il problema/litigio si ripresenta arrivano ad un accordo da sole (beh! Sempre dopo qualche lacrima comunque ..…!!!!)

  4. Offrire regole

    “L’erba del vicino è sempre la più verde”: è il pensiero che mi ritrovo a fare nella maggior parte dei casi in cui assisto ai litigi e cerco di capire le ragioni di ognuna. Per questo motivo insieme alle bambine abbiamo cercato di costruire delle regole di “sopravvivenza” sull’uso dei giochi: quando si desidera il gioco dell’altra lo si chiede in prestito, si cercano dei compromessi sui tempi di utilizzo ed eventualmente si propongono degli scambi (equi!). Ma devono essere loro stesse a definire le regole, i tempi e modi! Le nostre regole vengono scritte su di un quaderno a memoria degli accordi raggiunti. Così quando si ripresenta l’occasione posso citare le leggi che hanno loro stesse scritto per sedare i litigi! Non devo far altro che far rispettare la legge e non intervenire come Silvester Stallone in Dredd!

  5. Spronarli a parlarsi

    In questo modo divento un semplice regista e spettatore della soluzione.

    Le due sono obbligate a trovare un accordo che le soddisfi; se la soluzione sta bene a loro allora va bene anche per me. Questo di fatto è il metodo che preferisco per sedare i litigi.

Questi sono i metodi principali con i quali cerco di ridurre i litigi. A volte funzionano bene, a volte solo in parte e a volte non funzionano proprio ….

Resto convinto però che l’importante sia sempre spingere i bambini spiegare e motivare le loro scelte e fare in modo che i nostri interventi (genitori) quando siamo chiamati ad “arbitrare la partita”, diventino solo un modo per promuovere il confronto costruttivo tra di loro, evitando di prendere le parti in difesa di uno o dell’altro.

E voi quali metodi utilizzate? Quali suggerimenti avete da proporre?

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