La didattica a distanza, dalla assenza dello schermo alla sua necessità

La didattica a distanza: dall'assenza dello schermo alla sua necessità. Lista personale di giochi per imparare e interagire.

Devo ammetterlo: l’esperienza della didattica a distanza ha messo a dura prova le mie capacità!

Mantenere la calma, destreggiarmi tra lavoro, lezioni e compiti è stata dura. Ho dovuto tra le altre cose accettare il fatto di esporre le mie bambine, per un tempo ben più lungo di quanto sperassi, agli schermi di computer e tablet.

Sono però dell’idea che ogni esperienza che ci costringe ad uscire dalla nostra “comfort zone” ci insegna sempre qualcosa.

Non sono un fan dei giochi per bambini con i cellulari e i tablet e ho sempre cercato di evitare un’eccessiva esposizione delle mie bambine a questo genere di stimoli ma, con l’avvento della didattica a distanza, ho lasciato cadere alcune barriere.

La didattica a distanza è stata per me l’occasione per cercare attività per tablet che non fossero prettamente ludiche oppure solamente educative….insomma una nuova visuale della DAD (didattica) da DAD (papà)!

In questo articolo condivido con voi quanto ho trovato di bello da fare con il tablet con la speranza che possa essere utile anche ad altri genitori.

Ecco la mia lista di giochi per tablet che a mio avviso hanno il pregio di insegnare e stimolano i bambini ad interagire con noi genitori ponendoci domande per soddisfare le loro curiosità:

  1. Human Body di Tinybop – gioco per scoprire le funzioni del corpo umano
  2. Plants di Tinybop – gioco per scoprire le piante
  3. The Infinite Arcade di Tinybop – gioco per programmare il proprio videogioco
  4. The Robot Factory di Tinybop – gioco per creare dei robot virtuali
  5. The Everything Machine di Tinybop – gioco per programmare in modo visuale (coding visuale)
  6. Swift playground di Apple – gioco per imparare a programmare

L’idea comune di tutti questi giochi per tablet e che mi ha “convinto” al loro utilizzo è il fatto che i bambini non subiscono le logiche imposte dal videogioco ma vengono invece spinti a scoprire.

I bambini non si trovano come davanti ad un libro costretti a mantenere l’attenzione e a memorizzare nozioni ma sono animati dalla curiosità. Imparano e ricordano perché si crea un legame emotivo con quanto hanno scoperto. Memorizzano perché è un loro traguardo, un loro raggiungimento.

Lo stesso avviene anche con i giochi con un focus più orientato al coding (esempio The Infinite Arcade, The Everything Machine…)

Quando iniziano a imparare le basi della programmazione, i bambini vedono che le cose incredibili (e spesso magiche) che usano sullo smartphone o sul tablet sono state fatte da persone, proprio come loro!

È una scoperta che permette non solo di vedere come sono fatte le cose, ma anche di imparare a farle da soli.

E il processo di creazione passa inevitabilmente attraverso una serie di tentativi ed errori. “Nessuno nasce imparato” e gli errori fanno parte dell’esistenza umana.

Nel gioco The Infinite Arcade la complessità dell’inventare un gioco diventa un’esperienza di apprendimento senza l’imposizione (o la “noia” come la chiama la mia primogenita) del dover imparare. In questo gioco si procede per tentativi ed errori: la base del metodo scientifico.

Progettare un gioco insegna al bambino a pensare.
I bambini imparano il metodo scientifico mentre creano i videogiochi, perché gran parte della loro realizzazione consiste nel metterli alla prova.

Nel gioco The Everything Machine l’obiettivo principale è sbloccare la scatola nera della tecnologia cioè scoprire come funziona un oggetto per esempio. Questa app offre ai bambini (e ai bambini nel cuore!) un semplice linguaggio di programmazione visiva drag-and-drop per costruire tutto ciò che possono immaginare, per collegare e controllare gli strumenti che usano ogni giorno (come ad esempio la fotocamera del loro dispositivo, la luce, il registratore e altro ancora) in modi completamente nuovi. I bambini possono realizzare qualcosa di semplice come un interruttore della luce o complicato come una telecamera spia.

La programmazione visuale che suggerisce questo gioco è un tipo di linguaggio che viene utilizzato in ambienti di ricerca, nelle università e nell’industria, per eseguire test, misure, analisi di immagine ecc… Per chi volesse saperne di più consiglio una ricerca sul seguente argomento: “Labview for Kids”

Perché ho scelto questa lista di giochi per tablet? Perché sono giochi che, a mio avviso, coinvolgono noi genitori e sono in grado di metterci davanti a situazioni tipo “Vieni a vedere cosa sono riuscito a fare” oppure “Come posso fare per ottenere ….”. Il tempo davanti allo schermo diventa così un momento per creare un legame, un modo per rafforzare la concentrazione perché ai bambini piacciono le “cose complicate”. L’importante è che si dedichi il giusto tempo con gli strumenti appropriati per le differenti età dei bambini.

Questa è la mia personale lista di giochi frutto di ricerche durante il periodo della didattica a distanza. E voi avete qualche suggerimento?

Felice gioco!

2 pensieri su “La didattica a distanza, dalla assenza dello schermo alla sua necessità

  1. Marianna dice:

    Abbiamo legittimato l’uso di dispositivi elettronici a discapito del profumo dei libri. Inconcepibile.
    Non può adeguarsi anche Lei!!!

    • STEFANO SCARPARO ALVES dice:

      Vi assicuro che la passione per i libri a discapito del tablet non voglio assolutamente legittimarla. Tuttavia è inevitabile riconoscere che computer e tablet sono diventati strumenti necessari durante il periodo della didattica a distanza. Dunque perché non usare quello che c’è di utile? Dato che si devono usare, cerchiamo di farlo al meglio. Così ho voluto condividere alcune applicazioni che fanno un uso intelligente a mio avviso delle metodologie di insegnamento sui tablet. Non mi adeguerò mai al subire imposizioni ma cercherò sempre uno stimolo, un pungolo alla fantasia; che si tratti di giocattoli in legno o della tecnologia.

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