Ciò che conta nell’educazione

In vari articoli di questo blog vi ho parlato della mia passione per la musica e per l’arte.

Oggi vi racconto la storia di un’insegnante che parla dell’importanza dell’arte e che un giorno spero di conoscere di persona.

Andria Zafirakou insegna alla Alperton Community School di Brent, a nord-overst di Londra: una scuola con un alto tasso di studenti tra i più svantaggiati del Regno Unito.

Global Teacher Prize 2018 Winner Andria Zafirakou

Ecco qualche cifra per capire meglio la situazione di questa scuola: 35 lingue straniere parlate, 85% degli studenti per i quali la lingua inglese (siamo a Londra!) è la seconda lingua. Molti alunni della scuola vivono in povertà, condividono una casa con altre famiglie, anche 5 in alcuni casi. Il problema delle gang e la violenza è una realtà quotidiana.

Per alcuni studenti l’inizio della frequenza di questa scuola corrisponde alla loro prima esperienza di vita in una classe di coetanei dove si parla inglese. Questa situazione può portare a sentirsi intimiditi e isolati e abbattere quelle barriere non è semplice.

Ma chi frequenta oggi la Alperton Community School ha anche la fortuna di avere tra il corpo docenti Andria Zafirakou vincitrice, nel 2018, del Global Teacher Prize cioè il premio del miglior insegnate del mondo.

Il Global Teacher Prize è un riconoscimento internazionale che viene assegnato annualmente all’insegnante che si contraddistingue nell’educazione dei suoi studenti.

Zafirakou ha vinto il premio non solo per la sua passione e dedizione nel suo campo, ma anche per l’enorme sforzo che ha messo nella creazione di classi coese e aperte all’accettazione.

Negli ultimi 12 anni Andria ha insegnato arte e tessile presso la Alperton Community School. Secondo Zafirakou l’arte, oltre ad essere una forma espressiva, è un elemento fondamentale per lo sviluppo dei bambini e per consentire di cambiare il corso della loro vita.

Andria Zafirakou ha parlato anche al World Economic Forum spiegando come l’arte possa essere la chiave per sbloccare il futuro di questi bambini.

L’arte per l’arte

“Gli studenti che non parlano inglese non possono scrivere un tema e non riescono a seguire le lezioni delle altre materie. Ma con l’arte tutto ciò che chiedi loro di fare è disegnare ed esplorare i materiali. E sono liberi di esprimersi. Tutti hanno storie da raccontare, e attraverso l’arte, stiamo aumentando la loro fiducia e la loro autostima e stiamo permettendo loro di trovare e raccontare quelle storie”.

Uno degli esempi più ovvi del potere dell’arte nel cambiare la vita, dice Zafirakou, è l’impatto che ha sugli studenti con bisogni educativi speciali.

“(Questi bambini) potrebbero non raggiungere la stessa velocità e lo stesso livello degli altri studenti nella loro classe. Ma con l’arte ottengono più tempo e possono imparare al loro ritmo. Quando impari al tuo ritmo, produci il lavoro che vuoi produrre e ti senti orgoglioso del risultato.

Non ci sono risposte giuste o sbagliate con l’arte, quindi gli alunni torneranno ripetutamente e continueranno nel loro lavoro. Potrei raccontarti infinite storie dell’effetto trasformativo che ha. Quando sentono di essere bravi nelle arti acquisiscono fiducia in se stessi e ciò li aiuta a partecipare ad altre lezioni. L’arte è un catalizzatore che li incoraggia all’apprendimento”.

Nella variegata classe di Zafirakou, le arti possono anche essere di grande livello.

arte e mani colorate

“Il lavoro educativo deve essere inclusivo”, dice. “Non ci dovrebbero essere barriere che impediscano ai bambini di accedere a un’istruzione di alta qualità ed essere in grado di raggiungerla per poter competere per un buon lavoro”.

Da quando ha vinto il premio, Zafirakou ha iniziato un intenso programma di conferenze, discorsi e interventi per diffondere il suo messaggio sull’importanza dell’arte nell’educazione.

“Con l’arte non si guarda al prodotto finale; è il processo, il viaggio, sono le competenze e le conoscenze che i bambini imparano lungo il percorso per arrivare al risultato finale. Grazie a tutto questo (i bambini) sono in grado di identificare chi sono, cosa li stimola, cosa li entusiasma e possono così dare il proprio contributo a scuola e nella società”.

Ma l’arte non favorisce solo l’inclusività: aiuta i bambini a sviluppare le competenze di cui hanno bisogno per prosperare nella quarta rivoluzione industriale.

La creatività sta passando in secondo piano nei Paesi dove i governi danno un maggior peso ai punteggi o dove viene favorito l’apprendimento meccanico della matematica.

“Alcuni Paesi e leader ancora non capiscono l’importanza delle arti creative ed è davvero preoccupante”, dice Zafirakou. “Stiamo vivendo in un’epoca molto stimolante: la prossima generazione cosa sarà in grado di ottenere con gli ultimi progressi della tecnologia? La tecnologia porta anche molti problemi. Abbiamo bisogno che i bambini siano la generazione capace di risolvere i problemi e, a meno che non insegniamo loro la capacità di risoluzione, presente nei soggetti creativi, questo non accadrà”.

L’intervento completo di Andria Zafirakou potete leggerlo qui: https://www.weforum.org/agenda/2019/01/why-art-really-matters-in-education-according-to-the-world-s-best-teacher/

A tutto quello che Zafirakou ha detto sull’arte mi sento solo di aggiungere che per me tutto questo discorso vale non solo per i bambini ma anche per gli adulti di oggi.

Spesso ci concentriamo sull’offerta formativa dei nostri bambini perché rappresentano il nostro futuro ma la qualità della vita presente quanto incide sulla nostra ordinarietà? I bambini sono il domani ma noi adulti siamo l’oggi cioè coloro che stanno preparando il mondo che loro troveranno domani. Che cosa decidiamo di lasciare loro?

2 pensieri su “Ciò che conta nell’educazione

  1. Johanna dice:

    Ho trovato il vostro sito con un link su facebook. E ora senza accorgermene ho passato oltre 1 ora a girare fra giochi e alcuni articoli del blog!
    Per quanto riguarda l’arte, spesso viene ‘insegnato’ ai bimbi cosa e come disegnare… già all’asilo. I miei gemelli di appena 6 anni devono riempire forme già disegnate e guai a fare ‘scarabocchi’. Eppure molte ‘opere d’arte’ dei miei figli sono iniziate con gli scarabocchi.

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