Giochi classici contro giochi tecnologici?

giochi classici contro giochi tecnologici. I giochi classici esistono ancora? Perché i bambini sono attratti dai giochi tecnologici?

Un’amica, dopo aver letto il mio articolo sull’importanza della noia, ha regalato ad Eleonora un bellissimo libro intitolato “Un grande giorno di niente” di Beatrice Alemagna (edizione Topipittori).

La lettura di questo libro, che è piaciuto molto a entrambe le mie bambine e anche a noi adulti, è stata divertente ma soprattutto è stata uno spunto di riflessione su un argomento che da molto tempo gironzola nella mia testa e nel mio cuore: giochi classici contro giochi tecnologici.

Perché i giocattoli tecnologici sono un trend in crescita?

Perché i bambini di oggi sembrano preferire i giochi tecnologici a quelli classici?

I giochi classici e tradizionali vanno ancora di moda?

I giocattoli tecnologici sono un business in crescita perché il progresso ha reso possibile trasferire tecnologie, processi produttivi e tecniche anche nell’ambito dei giocattoli permettendo così la realizzazione di nuovi e stimolanti giochi impensabili fino a 20-25 anni fa.

Come ingegnere ritengo che l’aumento dell’offerta di giochi tecnologici di per sé sia un evento naturale legato al progresso e allo sviluppo tecnologico. Insomma un’evoluzione come il passaggio dalla carrozza all’automobile.

Come papà ogni giorno mi chiedo e cerco di capire e comprendere perché alle mie bambine piace “giocare con il tablet” e perché i giochi tecnologici abbiano, spesso, la capacità di “annientare” il gusto del giocare semplice dei bambini. A volte ho l’impressione che i giochi tecnologici siano dotati di una misteriosa forza di attrazione nei confronti dei bambini più potente di una grossa calamita.

Naturalmente siamo noi genitori che per primi avviciniamo i nostri bambini alle tecnologie. Tablet, smartphone e computer oltre ad essere più diffusi sono diventati oggetti di uso quotidiano ed essenziale. Questo progresso ovviamente porta ad abbassare sempre più l’età in cui i bambini ne vengono in contatto e imparano ad usarli.

Io credo che il problema della società di oggi non sia il vietare l’uso di dispositivi e giochi tecnologici (sarebbe piuttosto anacronistico!) ma quello di saper imporre dei limiti di utilizzo e saper spiegare ai nostri bambini la differenza tra virtuale e reale. Quello che mi preoccupa nelle nuove generazioni è l’attrazione così forte per il virtuale direttamente proporzionale all’alienazione dalla realtà e dalla quotidianità di ognuno di noi.

Faccio un esempio concreto: alle mie bambine piace tanto guardare gli animali con il tablet…ma poi davanti ad una mucca in carne ed ossa o ad un coniglietto da accarezzare non le vedo mica così rilassate….

E allora è così vero che i bambini di oggi preferiscono giocare con i giochi tecnologici? O forse lo preferiscono perché spesso è più semplice e comodo per noi genitori?

E i giochi classici? Che ruolo hanno nella società di oggi? Si possono considerare ancora di moda?

Io credo che i giochi classici e tradizionali nella società di oggi sono ancora molto importanti. E forse lo sono ancora più di un tempo. A mio giudizio sono i giochi che ci riportano alla realtà, alla quotidianità, alle emozioni del cuore e al fare concreto.

È facile far saltare la corda al bambino virtuale ma saltarla dal vero è ben diverso….

È facile costruire una torre con i mattoncini virtuali ma farla dal vero, osservare le oscillazioni e ascoltare il momento del crollo dei mattoncini è cosa diversa …..

È facile rincorrere gli avversari nello schermo ma correre in un prato, arrampicarsi su un albero, giocare a nascondino in un parco è cosa differente …..

È facile chattare e fare partite virtuali con compagni a distanza ma giocare tutti insieme davanti ad un gioco in scatola, condividere emozioni reali, risate o amarezza per la partita persa è ben differente….

E voi cosa ne pensate?

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