GIOCARE È L’ESSENZA DELLA VITA

intervista ai fondatori dei giocattoli Grapat. Giocare è l'essenza della vita. Giocattoli educativi. Gioco libero. Giochi creativi.

INTERVISTA AI FONDATORI DEI GIOCATTOLI GRAPAT

 

“Ricorda che i materiali sono solo uno strumento perché il gioco infantile è l’essenza dell’esistenza e l’espressione massima di vita. Attraverso il gioco i bambini si aprono al mondo e se li lasciamo fare vedremo che loro ci diranno “io esisto, io sono”. Felice gioco a tutti!”

Con queste parole, a mio avviso bellissime, riassumo l’essenza di Joguines Grapat.

Il mio primo incontro con i giocattoli Grapat è stato attraverso una fotografia nella quale la naturalità del legno, la forza del colore e le linee semplici ma allo stesso tempo decise dei Nins® mi hanno molto emozionato e incuriosito.

Naturalmente dovevo scoprire qualcosa di più …..

kidsonthetree e grapat. Intervista ai fondatori dei giocattoli Grapat. Giocattoli ecologici. Giocattoli educativi. Giocattoli sostenibili. Giocattoli creativi. Gioco libero. Gioco destrutturato.Ho conosciuto Jordi che assieme alla moglie Casiana ha fondato questa azienda spagnola: ho conosciuto cioè l’anima e l’essenza di questa azienda e di tutti i giochi che produce.

Più sotto alcune notizie e curiosità su questa azienda: come è nata e perché e quali sono i valori aziendali che la caratterizzano.

 

(KDT – Kidsonthetree) Chi sono Jordi e Casiana? Come nasce l’idea di fondare l’azienda Joguines Grapat?

(JG – Casiana) Sia io che Jordi abbiamo pregresse esperienze lavorative nel mondo della pubblicità e del teatro. Mio padre era impegnato nel settore del legno e mia madre era un’artista che lavorava con la plastica.

Jordi realizzava decorazioni e conosce molto bene il commercio del legno. Io sono una donna estrosa che non smette di avere idee per la testa!

Abbiamo deciso di lasciare la città di Barcellona tre anni fa per vivere in un contesto naturale e avviare questo progetto.

Grapat è nato qui in questa piccola città di Alt Empordà ma è un’idea che è nata e si è sviluppata molto tempo fa all’interno della nostra famiglia quando abbiamo cominciato ad osservare che nostra figlia maggiore aveva bisogno di giochi per giocare. Abbiamo allora utilizzato vecchi libri che sono stati trasformati in strade e autostrade, case per le sue bambole e le bambole venivano realizzate con fazzoletti annodati ….scatole di cartone e di legno.

ciotole e ghiande. Intervista ai fondatori dei giocattoli Grapat. Giocattoli in legno. Giocattoli educativi. Giocattoli creativi. Giocattoli sostenibili. Giocattoli ecologici. Gioco libero. Gioco destrutturato.Quel periodo ci ha aiutato a riflettere profondamente sui giocattoli, sui materiali dei giochi e al giorno d’oggi possiamo dire che la nascita di Grapat deve molto a quell’epoca.

Era impossibile cominciare a realizzare il nostro progetto in un piccolo appartamento nel bel mezzo di una grande città ma dopo alcuni anni siamo riusciti a trovare una fattoria dove ora viviamo e si trova il nostro laboratorio.

Oltre ai giocattoli Grapat partecipiamo a progetti di scuole libere e più specificamente abbiamo avviato un progetto per nostro figlio minore perché in questa zona non c’erano scuole di questo tipo.

Grapat è un’azienda familiare molto piccola con un lento processo di produzione. Dipendiamo dalla natura. Diciamo sempre che il colore porpora cambia tonalità a seconda che dipingiamo con Tramuntana (vento tipico di questa zona) oppure senza.

Siamo molto felici di essere coinvolti con la natura perché ci aiuta a sentire che facciamo parte di qualcosa di più grande e aiuta l’ego a rilassarsi.

(KDT) Perché Grapat ha scelto di realizzare solo giocattoli in legno?

(JG) Più che scegliere noi il legno, lui ha scelto noi. Non abbiamo mai pensato di lavorare con altri materiali anche se abbiamo cercato di introdurre altri elementi come il panno. L’introduzione di nuovi materiali però è molto complicata dal momento che vogliamo lavorare con materiali locali e con fornitori che ci assicurano le giuste condizioni di lavoro che pretendiamo vengano soddisfatte.

(KDT) Come è nata l’idea dei Nins®?

I Nins sono stati il frutto del vedere i nostri figli giocare con bastoni e dare loro la forma di cui necessitavano in funzione dei loro movimenti e delle loro azioni e in funzione del gioco che stavano facendo. Di conseguenza i bastoni si sono trasformati in cani, neonati, nonni, ecc….e da questo abbiamo cominciato a intagliare una forma umanoide.

Abbiamo un piccolo libro che ci ha dato le idee per creare il materiale da gioco per loro e che spesso è stato utilizzato come fonte di ispirazione: “Giocattoli fatti dai genitori” di Freya Jaffke.

La parola Nin in catalano ha diversi significati e tutti inglobano ciò che per noi rappresenta la figura di legno. Significa bambino, ma significa anche gioco per bambini, bambola o addirittura pupilla. Quest’ultimo significato ci ha riempito il cuore quando lo abbiamo scoperto, perché sebbene non abbia nulla di direttamente collegato con il giocattolo, gli conferisce quasi un’anima.

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(KDT) Come nasce un nuovo gioco Grapat? Quali valori e idee ispirano la sua realizzazione?

(JG) Ogni nuova idea nasce dall’osservazione dei nostri figli e degli altri bambini che ci circondano. La nostra idea fissa è che il materiale non gioca al posto del bambino per questo lo facciamo il meno strutturato possibile con forme poco definite e un po’ incomplete.

Spieghiamo sempre che all’inizio del nostro progetto abbiamo sviluppato e realizzato delle nostre casette e abbiamo pensato a dipingere le porte e le finestre. Successivamente abbiamo scartato l’idea perché ci siamo resi conto che se avessero questi due elementi, avremmo corso il rischio di offrire un elemento di gioco che si riduce ad una sola cosa: una casa! Senza invece, abbiamo visto le case diventare treni, piste per le biglie, boschi…

Quando abbiamo pensato alla produzione degli anelli, ma lo stesso vale per qualunque altro oggetto, prima di tutto osserviamo a quante forme d’utilizzo può assumere. Devono necessariamente essere molte le forme d’impiego affinché possa essere incluso nel nostro catalogo.

Per creare un nuovo prodotto dobbiamo essere certi che sia sufficientemente aperto, tanto da essere solo una scusa, un pretesto, uno stimolo per il bambino. Deve essere sempre il bambino a decidere quale forma o significato il giocattolo debba assumere, in funzione d’un suo moto interiore che lo porta a giocare con uno o l’altro oggetto.

Secondo noi deve essere un movimento dall’interno della mente del bambino verso l’esterno e mai il contrario. Se il giocattolo è troppo definito, quasi specializzato, ha per sua natura meno possibilità di gioco, è meno versatile. Il protagonista diventa il giocattolo stesso che decide al posto del bambino. Il giocattolo finisce con l’imporre dall’esterno verso l’interno del bambino il proprio modo di essere.

Inoltre, il giocattolo destrutturato ha un grande pregio: non ha modo corretto o sbagliato d’essere utilizzato.

Non esiste un giusto o sbagliato e quindi non viene soggetto a giudizio; questo permette il bambino di connettere con l’esterno il suo interiore senza temere d’essere giudicato. Ultimo aspetto, ma non per minor importanza, riguarda il colore. Dedichiamo molta energia alla lavorazione del colore, è un tema che ci ossessiona e consuma molto tempo alla ricerca della creazione di ogni singolo colore.

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