Connessi e disconnessi?

Connessi al mondo tecnologico e disconnessi da noi stessi?

Alcune settimane ho terminato di leggere un libro dello scrittore e psicoterapeuta americano Thomas Kersting intitolato Disconnessi – Come riconnettere i nostri figli digitalmente distratti.

Come genitore ho voluto leggere questo libro per cercare di capire il mondo dell’adolescenza moderno, come e perché i giovani di oggi sono tanto attratti da tutto ciò che è tecnologico e poco attirati dalla socialità più tradizionale.

Connessi con il mondo tecnologico e disconnessi con noi stessi?Kersting sostiene che una delle cause dell’isolamento tecnologico della società moderna è la mancanza di comunicazione e interazione tra genitori e figli.

La trasformazione della società umana dovuta a progresso tecnologico, nuovi stili di vita e differenti tipologie di lavoro rispetto al passato hanno inevitabilmente trasformato anche i ritmi e l’organizzazione familiare.

E allora esiste ancora un modo per restare connessi e cosa si può fare per mantenere la connessione in famiglia?

Il metodo che lo scrittore ha trovato più efficace con la sua famiglia è il tavolo da pranzo.

“Il tavolo da pranzo deve essere considerato un luogo sacro, perché ci dà l’opportunità di sapere ciò che accade nella vita dei nostri figli. …….

……Durante la cena non sono ammessi televisione o elettronica, di nessun tipo. Parliamo e mangiamo, mi dicono com’è andata la loro giornata e io gli parlo della mia. Ma la cosa più importante di tutte è che stabiliamo connessioni gli uni con gli altri, e impariamo a conoscerci meglio, proprio perché siamo tutti disconnessi dal cyberspazio”.

Questa riflessione di Kersting mi ha fatto molto pensare e mi ha portato a due considerazioni:

  1. Nella mia famiglia la disconnessione riguarda principalmente me perché le mie figlie sono ancora piccole e quindi non è ancora arrivato il tempo di telefonini, chat e social media. Come e cosa posso fare per creare il mio rituale, “il mio tavolo da pranzo”?

  2. Quanto importante è insegnare ai bambini che ancora non utilizzano i devices tecnologici il valore della disconnessione?

  3. Come far comprendere loro l’importanza dell’ambiente circostante? La differenza tra realtà virtuale e realtà circostante?

Alla prima domanda mi sono risposto che il mio tavolo da pranzo data l’età delle bambine non può ancora prevedere grandi dialoghi, racconti e discussioni ma può prevedere il gioco. Ed ecco che da qualche tempo, dopo la cena, c’è il rituale di una partita ad un qualche gioco di società.

In questo momento a casa nostra sta andando molto il gioco del memory perché va bene sia per la figlia che legge che quella più piccola che ancora non riconosce tutte le lettere dell’alfabeto e i numeri….

Alla seconda domanda mi sono risposto che è importante e lo è molto e proprio la disconnessione tecnologica ci aiuta a rispondere alla mia terza domanda.

Quando i nostri ragazzi imparano a guidare la macchina hanno a disposizione un potente mezzo che consente loro spostamenti decisamente più ampi e lunghi rispetto a prima ma questo non vuol dire che devono smettere di andare in bicicletta o fare delle passeggiate.

Lo stesso per me vale con la tecnologia: usare il telefonino, le chat, i social media consente di spaziare, vedere e conoscere cose e realtà altrimenti difficili da incontrare ma questo non ci deve allontanare dalla nostra realtà, dalla nostra società e dal nostro ambiente circostante. Siamo essere sociali e non possiamo pensare di vivere connessi al mondo tecnologico ma isolati in noi stessi.

L’emergenza Coronavirus che stiamo vivendo in questi giorni qui in Italia, le zone rosse, le ordinanze, le restrizioni e le limitazioni alla socialità ci hanno costretto a fermarci a pensare e a riflettere.

“Nessun uomo è un’isola” e questi giorni ci hanno fatto scoprire che l’uomo moderno, nonostante il progresso tecnologico, ha le sue fragilità e a ben guardare non sono poi così diverse da quelle dell’uomo del passato.

Connessi con il mondo tecnologico e disconnessi con noi stessi?Ci siamo evoluti, abbiamo migliorato lo standard di vita ma non possiamo smettere di essere uomini connessi agli altri uomini. Non possiamo smettere di essere sociali.

E allora non ci resta che trovare la giusta ricetta con il quanto basta di tutto: tecnologia, disconnessione, dialogo, gioco e soprattutto comunicazione e ascolto reciproco che sono i due ingredienti essenziali per continuare a restare connessi con noi stessi e gli altri.