CHI INVENTA I GIOCATTOLI?

chi inventa i giochi. l'intervista a i toy desingers di Internotrentatre - seconda parte. foto designer Bice Dantona e Bernardo Corbellini copertina intervista con kidsonthetree.com

Come nascono i giocattoli? Chi li pensa? Chi li disegna? Chi inventa i giocattoli?

Lo abbiamo chiesto ai designer Bice Dantona e Bernardo Corbellini fondatori di Internotrentatre Studio Creativo e ideatori di moltissimi giochi del produttore italiano Milaniwood.

Tra i giochi da noi selezionati di Milaniwood i designer Bice e Bernardo sono gli ideatori di Riso alla Cantonese, Makemaki, Le Tartasfide, I Papussi Burattini Raccontastorie, Palazzo Pazzo, Testacoda, Wood-oo portapenne antistress.

 

(KDT – Kidsonthetree) Chi sono Bice Dantona e Bernardo Corbellini? Perché avete scelto di lavorare assieme e fondare Internotrentatre Studio Creativo?

(B+B – Internotrentatre) Abbiamo provato per la prima volta a progettare insieme ormai 5 anni fa, ad un workshop sul design del giocattolo, e da subito abbiamo capito di avere la stessa passione per il mondo dell’infanzia. Creare Internotrentatre è stata quindi una scelta molto naturale. Le nostre competenze diverse ci permettono di completarci e di andare a coprire un buon numero di prodotti e servizi che ruotano intorno al bambino: grafica, editoria, design di arredi, eventi e ovviamente giocattoli.

(KDT) Per Milaniwood avete disegnato molti giocattoli. Come nasce e si sviluppa l’idea di un nuovo gioco? (Quando state pensando e sviluppando un nuovo gioco avete dei temi o delle linee guida cui ispirarvi oppure è la vostra creatività a guidarvi? Quando create un gioco nasce prima la “forma estetica” oppure “le regole del gioco”?)

(B+B) L’idea per un nuovo prodotto può venire in tanti modi diversi: a volte nasce dopo una richiesta precisa e un brief dal marketing dell’azienda, a volte è pura ispirazione (il colpo di fulmine) alla quale segue una ricerca e un dialogo con il produttore per verificare se e come può rientrare negli obiettivi e nei target del brand. In entrambi i casi, le suggestioni per disegnare un nuovo giocattolo possono arrivare dalle situazioni più disparate e inaspettate. Perché per essere designer, ancor più di giocattoli, bisogna essere dei gran curiosoni e saper catturare spunti e idee da situazioni e mondi apparentemente lontani.

Tutto è gioco o può diventare gioco se guardato con gli occhi di un bambino (o di un adulto che sa ancora giocare)

: dalla centrifuga per lavare l’insalata alle bacchette cinesi, dalla costruzione di un palazzo allo stendibiancheria della mamma. Bisogna solo osservare, dimenticare, ricordare, ri-elaborare.

(KDT) Ci piacerebbe sapere come sono nate le idee per la progettazione dei vostri giochi. In particolare siamo interessati ai giochi che a prima vista ci hanno “rubato il cuore”: Palazzo Pazzo, I Papussi, Testacoda?

(B+B) Nel pensare un nuovo gioco, a volte nasce prima la forma, altre volte le regole. Nel caso di Testacoda ad esempio siamo partiti dalle regole e dall’esigenza tecnica di realizzare componenti tutti uguali. Il dado, che è da sempre un accessorio del gioco da tavolo (il primo pezzo che si perde, quello che si può sostituire) diventa quindi il protagonista, diventa la pedina. Volevamo poi realizzare un gioco da tavolo “portatile”, che permettesse al bambino di giocare ovunque (i primi test sono stati fatti sui lettini della spiaggia) e di conseguenza anche il packaging è stato pensato per essere pratico e per riporre velocemente il gioco senza dover riordinare i pezzi. La suggestione finale che ci ha portato dalle regole ai serpentelli è stata ritrovata nella memoria dei pomeriggi passati a consumarci i polpastrelli (altro che touch!) sui vecchi Nokia in bianco e nero e il loro mitico giochino.

(KDT) Nella società odierna dove prevalgono giocattoli di plastica, ricerca (a volte spasmodica) dell’ultimo trend e scarsa attenzione alle materie di origine dei prodotti, che significato date e quale importanza ha il fatto di creare giochi di legno?

(B+B)

Il legno è un materiale che ci piace moltissimo: è vivo, è caldo, piacevole da maneggiare e da giocare (anche per il peso “consistente”) e la sua lavorazione, anche se industriale, porta con sé un background artigianale che sicuramente arricchisce di valore il prodotto.

Ovviamente non si può generalizzare: troviamo in commercio dei giochi in plastica di ottima qualità così come giochi in legno realizzati con poca cura e materiali scadenti. Bisogna comunque saper scegliere, distinguere e affidarsi ad un rivenditore attento.

(KDT) Al giorno d’oggi quanto importante è il design nel giocattolo?

(B+B) È fondamentale. Sappiamo quanto per il bambino sia importante l’esperienza del gioco per la sua crescita.

Fare design non vuol dire dare solo una forma finale ad un’idea, ma progettare nella complessità e con tanti altri professionisti (psicologi, pedagogisti, educatori, esperti di marketing, tecnici, ecc ecc…) tenendo conto degli effettivi bisogni del bambino in modo che l’esperienza sia davvero utile alla sua crescita psico-fisica.

(KDT) Quando progettate un gioco quanto incide la complessità tecnica di realizzazione? Siete voi che proponete eventuali soluzioni tecniche oppure è il produttore che di comune accordo suggerisce le tecniche possibili?

(B+B) I designer, si sa, sono spesso molto “liberi” nel disegnare i loro prodotti e, una volta rassegnati al fatto che i componenti del gioco non possano fissarsi insieme per qualche misteriosa forza aliena, i tecnici dell’azienda intervengono e li riportano alla realtà, sia per cercare insieme soluzioni che sfruttino le competenze e le specializzazioni dell’azienda, sia per ottimizzare costi e operazioni di montaggio. Il dialogo con il reparto di produzione è una fase bellissima della progettazione: si lavora “togliendo” senza intaccare l’estetica e valorizzando ed evidenziando la buona idea alla base del gioco.

(KDT) Alla fiera di Norimberga abbiamo visto le ultime novità dei giocattoli Milaniwood in uscita in questi mesi: Cantonese e Makemaki. Due giochi accattivanti dal punto di vista visivo e con delle interessanti regole di gioco che richiedono pazienza e una buona abilità manuale. Come sono nati questi giochi?

(B+B) In un ristorante orientale, ovviamente! Osservando bambini, ma anche adulti, che giocherellano con le bacchette in attesa di ricevere il proprio piatto. Che litigano con un maki caduto nella ciotola della salsa di soia, che pescano dai piatti degli altri commensali, che ridono quando qualcuno fa cadere i piselli del riso alla cantonese sulla tovaglia nel tentativo di spostarli dal piatto alla bocca… E poi visivamente, osservando la composizione dei piatti, così grafica e cromaticamente armoniosa. Si torna in studio e si cerca di capire come tutto questo può diventare un prodotto che faccia divertire ma anche allenare i bambini alla concentrazione e all’abilità motoria di precisione.

 

Bice Dantona e Bernardo Corbellini intervista con kidsonthetree.com chi inventa i giocattoli?

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